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mega_SITO di galcar |
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Amo1. Ernesto Guevara, Fidel Castro, Josè Marti', Camillo Cienfuegos e la Rivoluzione Cubana. Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga, Lev Didanovic Trockij, Vladimir Iljic Lenin e la Rivoluzione Bolscevica. I Partigiani con le scarpe rotte.
2. La più giusta guerra, la guerra proletaria, guerra senza frontiere: innalzeremo al vento bandiere rosse e nere. La pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressori. Karl Marx, Friedrich Engels e il Manifesto del Partito Comunista. Le utopie, le rivolte armate, la lotta di lunga durata, il fucile in spalla agli operai. 3. Lo sciopero interno: basta che siamo duecento scioperanti e tutta la fiat non può più andare avanti. Le fabbriche occupate, le facoltà occupate. Pino Pinelli e tutti i ferrovieri anarchici. Silvia Baraldini e la gente libera che soffre sbaglia spera. Saverio Saltarelli, Franco Serantini, Roberto Franceschi, Fabrizio Ceruso, Giannino Zibecchi, Mario Salvi, Francesco Lorusso, Giorgiana Masi, Walter Rossi, Carlo Giuliani e tutti i caduti nella lotta per l'emancipazione e la giustizia sociale. 4. I Compagni dai campi e dalle officine, Valle Giulia, l'ora del fucile e la giusta violenza. Le pantere nere, le Brigate Rosse, i Tupamaros, i NAP. Toni Negri, Mario Capanna ed il Movimento Studentesco. Chi lotta per i propri diritti, il lavoratore con il pugno chiuso e la testa alta. Le Madri di Plaza de Mayo. Chi non dimentica la storia. Il movimento Operaio. La guerra civile spagnola e la sollevazione delle Asturie. Bologna, Firenze, Roma, Venezia, Napoli, Genova, Madrid, Barcellona, Praga, Parigi. 5. Fabrizio de Andrè, Francesco Guccini, Claudio Lolli, Pino Masi, Paolo Pietrangeli, Fausto Amodei, Ivan Della Mea, Pierangelo Bertoli, Paolo conte, Giorgio Gaber, Rino Gaetano, Ricky Gianco. Gabriel Garcia Marquez, Luis Sepulveda, Bruno Arpaia, Pino Cacucci, Zelia Gattai, Isabel Allende, Miriam Mafai, Dacia Maraini, Elsa Morante, Bertolt Brecht, Ernest Hemingway, Abraham Yehoshua, Arundhati Roy, Victor Serge, John Reed. Jean Paul Sartre e i Compagni di strada. Naomi Klain e la critica alla globalizzazione. Odio1. I soldi, i capitalisti, il capitale. I preti, le religioni, le chiese.
2. Le mode, le ideologie, la società, il Potere. I padroni, i servi, i violenti, gli indifferenti. 3. Le discoteche, le bimbe sognatrici della vita delle attrici (da me state alla lontana). I fusti carrozzati dalle spider incantati coi vestiti e le camice tutte uguali che non sanno che parlare di automobili e di moda, di avventure estive fatte ai monti al mare. 4. Ogni ipocrisia morale, guerre ed armamenti in generale. Odio il gusto del retorico, il miracolo economico, il valore permanente e duratuto, radio a premi, caroselli, tv, cine, radio, rallies, frigo ed auto non c'è Ford nel mio futuro. Esser per bene, far la faccia che conviene. 5. La vita mandana, i rumori, gli impegnati intellettuali. L'avvocato, il borghese, l'arrivato, il bravo e onesto padre di famiglia. |